La pratica professionale quotidiana del TSRM è guidata due concetti imprescindibili: la radioprotezione, cioè l’insieme delle norme e delle azioni volte a tutelare il paziente e gli operatori dai rischi delle radiazioni ionizzanti, applicando il principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable), e l’ottimizzazione della qualità dell’immagine, vale a dire la capacità di produrre un’immagine conla più elevata accuratezza diagnostica possibile e il miglior rapporto segnale rumore.
Sul piano internazionale, occorre analizzare la survey paneuropea, condotta dalle organizzazioni EuroAIM ed EFRS, pubblicata sulla rivista “Insights into Imaging”, e svolta su un campione rappresentativo di 1548 TSRM provenienti da 87 paesi, di cui il 97,4% operativi in Europa.

L’indagine offre una fotografia dettagliata delle varie metodiche di imaging in cui si articola la professione: radiologia convenzionale (49,1%), Tomografia Computerizzata (39,0%), Risonanza Magnetica (30,7%), radiologia interventistica, (19,0%), mammografia (14,5%), ecografia (13,2%), radioterapia (11,6%), ricerca clinica (12,9%) e medicina nucleare, mettendo al centro la gestione dei parametri di scansione e dei parametri di ricostruzione.
I parametri di scansione si definiscono come l’insieme dei parametri che l’operatore imposta sulla consolle di comando prima dell’acquisizione dei dati: in radiologia e TC comprendono kV, mAs, pitch, spessore di strato e il tempo di rotazione; in RM includono il tempo di ripetizione, il tempo di eco, l’angolo di ribaltamento e i piani di orientamento del campo di vista.
Dallo studio emerge come il contributo del TSRM sia determinante: l’84,0% dei partecipanti si considera il principale artefice della radioprotezione del paziente, mentre l’85,8% (fino al 90% nella rappresentazione sintetica dello studio) si ritiene direttamente responsabile dell’ottimizzazione della qualità d’immagine.
I parametri di ricostruzione, d’altro canto, sono le elaborazioni matematiche e informatiche applicate ai dati grezzi, recepiti dai detettori per generare l’immagine finale: comprendono gli algoritmi di retroproiezione filtrata, la ricostruzione iterativa e i modelli di ricostruzione basati su Intelligenza Artificiale (Deep Learning Reconstruction) in TC, la gestione del windowing di livello e ampiezza, per risaltare tessuti molli o strutture ossee, fino al contouring in radioterapia, attività di cui il 41,0% dei TSRM si dichiara fortemente responsabile.
Lo scopo della survey EuroAIM/EFRS su 1548 TSRM di 87 paesi, mette in evidenza come l’evoluzione professionale sia caratterizzata da un aumento costante delle responsabilità e da un’integrazione tecnologica crescente, sottolineando la necessità di investimenti continuativi nella formazione e in percorsi di carriera ben strutturati.
- Autonomia professionale: il 66,0% dei TSRM dichiara di operare in modo indipendente dai medici radiologi, radioterapisti o medici nucleari nella pratica quotidiana, mentre nel 64,0% il TSRM si dichiara l’unico operatore sanitario a contatto diretto con il paziente, durante l’esame.
- Intelligenza Artificiale, il 51,9% dei partecipanti concorda sul fatto che l’IA valorizzerà il contributo del TSRM, mentre il 44,9% non crede nell’ipotetico ridimensionamento delle proprie competenze.
- Ricerca clinica: il 25,1% vi partecipa frequentemente, il 15,0% figura come co – autore in pubblicazioni scientifiche, mentre il 53,4% desidera un coinvolgimento maggiore, evidenziando una spinta all’improvement accademico, ancora non del tutto colmato dai contesti lavorativi.

Il presente grafico mostra che il 54,0% dei TSRM ritiene il corso di laurea iniziale sufficiente ad abilitare ed equipaggiare i colleghi alla professione, mentre l’84,8% ritiene fondamentale partecipare a corsi di Continuing Professional Development, allo scopo di mantenere e far evolvere le proprie competenze di pari passo con l’innovazione tecnologica. Inoltre, il 43,3% dei partecipanti ritiene di avere sufficienti opportunità di progressione di carriera, il 71,0% dichiara di non voler cercare lavoro in un paese diverso da quello attuale, mentre il 57,4% dichiara che, potendo tornare indietro nel tempo, sceglierebbe nuovamente di diventare TSRM.
Padroneggiare i parametri di acquisizione e ricostruzione dell’immagine, assieme all’aspetto radioprotezionistico e innovitivo, guida il professionista TSRM verso una pratica clinica strutturata, incentrata sulla sicurezza del paziente e sul supporto d’eccellenza alla diagnosi.
Fonte: Cornacchione P, Zanardo M, Malamateniou C, Precht H, Knight KJ, Sardanelli F, Knapp K. The evolution of radiographers-an investigation into radiographers’ role and perspectives: a EuroAIM/EFRS survey. Insights Imaging. 2026;17(1):271. doi:10.1186/s13244-026-02442-x.
