Ischemia miocardica e imaging cardiovascolare multimodale

L’evoluzione della radiadiagnostica cardiovascolare non invasiva ha ridefinito in modo radicale il percorso clinico dei pazienti affetti da coronaropatia, grazie alla integrazione dello studio delle caratteristiche morfofunzionali, perfusionali e tissutali.

Lo studio condotto da Chung e collaboratori ha analizzato retrospettivamente una coorte di 25 pazienti sottoposti a uno studio cardiovascolare multimodale, comprendente la angio TC coronarica, TC Dual Energy perfusionale da stress, la scintigrafia miocardica perfusionale, la risonanza magnetica cardiaca da stress e la coronarografia , quest’ultima impiegata quale standard di riferimento, assieme alla risonanza magnetica.

  • Angio TC Coronarica: eseguita mediante scanner Dual Source, con una collimazione di 32 × 0,6 mm, tempo di rotazione del gantry di 330 ms. Lo studio analizza i tre rami coronarici principali definendo significative le lesioni con riduzione del diametro pari o superiore al cinquanta percento.Nonostante la metodica abbia consentito di definire significative le lesioni ateromasiche con una riduzione del diametro pari o superiore al 50%, le placche marcatamente calcifiche e le maglie di eventuali stent generano blooming artifacts, che impediscono, di fatto, la corretta valutazione del lume coronarico.
  • CT Dual Energy Stress Perfusion: eseguita senza l’impiego di betabloccanti o nitroglicerina, allo scopo di preservare la risposta emodinamica, mplementanto due sorgenti di raggi X, operanti uno a 140 kV e l’altro a 80 kV, durante infusione costante di adenosina. Successivamente sono state generate mappe di distribuzione dello iodio, sovrapposte alle immagini in scala di grigi, identificando così le aree di ridotto o assente contenuto di iodio nel miocardio
  • Scintigrafia Miocardica Perfusionale: realizzata con protocollo stress/rest, in un unico giorno, mediante somministrazione endovenosa di Ttecnezio-99m Sestamibi, durante infusione di adenosina. Le immagini sono state successivamente ricostruite mediante retroproiezione filtrata senza correzione dell’attenuazione, evidenziando una risoluzione spaziale limitata a circa 10 mm, elemento che penalizza, di fatto, l’individuazione di difetti subendocardici o placche ateromasiche
  • Risonanza Magnetica Cardiaca da Stress: condotta su apparecchiatura a 1,5 Tesla, mediante sequenza Fast Gradient Eco First Pass con metodo lettura Eco Planar Imaging, durante somministrazione di adenosina e dopo somministrazione antagonista, e infine, sequenze Late Enhancement, per l’individuazione delle aree iperintense da accumulo extracellulare di mezzo di contrasto
  • Coronarografia: eseguita da operatori esperti in sede interventistica, per la valutazione quantitativa delle stenosi coronariche, con eventuale posizionamento di stent

I risultati di questo studio evidenziano che, nell’analisi per territorio vascolare, la sensibilità della coronarografia TC e della TC Dual Energy si attesta al 96%, superando nettamente il 68% della SPECT.

Per quanto concerne la specificità, la combinazione tra angio TC coronarica e TC Dual Energy, raggiunge l’85%, mentre la combinazione con la SPECT arriva al 94%, dimostrando come l’aggiunta del dato relativo alla perfusione riduca sensibilmente i falsi positivi rispetto alla sola morfologia.

Per il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, comprendere questi dati significa acquisire una visione universale fondamentale per la gestione quotidiana della sala diagnostica: onoscere i limiti operativi delle singole metodiche, come l’impatto degli artefatti da blooming sugli stent o la necessità di ottimizzare i protocolli di acquisizione, per ridurre l’esposizione a fronte di un’elevata accuratezza.

Saper bilanciare i parametri tecnici della apparecchiatura in nostra dotazione e ottimizzare la somministrazione del mezzo di contrasto configura il TSRM in operatore strategico e consapevole, nell’ambito del percorso diagnostico avanzato del paziente cardiopatico.

Fonte: Song I, Yi JG, Park JH, Kim MY, Shin JK, Ko SM. Diagnostic performance of static single-scan stress perfusion cardiac computed tomography in detecting hemodynamically significant coronary artery stenosis: a comparison with combined invasive coronary angiography and cardiovascular magnetic resonance-myocardial perfusion imaging. Acta Radiol. 2018 Oct;59(10):1184-1193. doi: 10.1177/0284185117752553. Epub 2018 Jan 10. PMID: 29320864.

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