PREFUL – MRI e PCCT nelle pneumopatie infiltrative diffuse: il punto di vista del TSRM

L’impiego della Photon Counting Computed Tomography e della Risonanza Magnetica funzionale a basso campo (PREFUL-MRI) rappresenta un’evoluzione di particolare rilevanza nella valutazione delle pneumopatie infiltrative diffuse, associate a malattie del tessuto connettivo.

I parametri di acquisizione e ricostruzione per la PCCT analizzati nello studio clinico di Muecke, R. e collaboratori, comprendono tensioni del tubo a 120 kVp, configurazioni del detettore a 120 x 0.2 mm (nell’ambito del protocollo low dose HRCT) o 144 mm x 0.4 mm (per la scansione contrastografica), il kernel Bl64, pitch compresi tra 0,85 e 1,2, e tempi di rotazione del gantry di 0,5 s e 0,25 s, con scansione eseguita in apnea inspiratoria.

Parallelamente, la sequenza PREFUL (Phase Resolved Functional Lung) eseguita su RM a basso campo (0.55 T) a respiro libero e senza mezzo di contrasto, prevede parametri tecnici caratterizzati da un FOV di 500×500 mm, una matrice 128×128 interpolata a 256×256, uno spessore di strato di 15,0 mm, un flip angle di 30°, un TE di 1,33 ms e una durata di acquisizione di 90 secondi per strato (per una durata complessiva di scansione inferiore a 10 minuti). Un aspetto operativo fondamentale per il TSRM riguarda il posizionamento dei tre slab sul piano coronale: uno centrale posizionato all’altezza della biforcazione tracheale e due strati distanziati di 15 mm in sede craniale e caudale.

Mettendo a confronto le due metodiche, la Photon Counting CT si conferma il gold standard per l’analisi morfologica polmonare, offrendo un’eccellente qualità d’immagine, a fronte di una ridotta dose di radiazioni e consentendo una stadiazione semiquantitativa della patologia mediante il Warrick Score (valutazione di opacità a vetro smerigliato, margini pleurici irregolari, linee settali/subpleurici, honeycombing e cisti subpleuriche) caratterizzato da un’elevata riproducibilità interosservatore.

Dall’altro lato, la PREFUL-MRI dimostra la capacità di generare mappe funzionali regionali di ventilazione e perfusione, evidenziando correlazioni significative con i test di funzionalità respiratoria, come la capacità vitale forzata, l’indice di Tiffeneau (mette in rapporto il volume di aria espirata nel primo secondo, con la capacità vitale forzata totale), e la capacità di diffusione del monossido di carbonio.

In un contesto in continua evoluzione verso la diagnostica toracica di precisione e la caratterizzazione funzionale priva di radiazioni ionizzanti, per il TSRM diventa fondamentale comprendere a fondo i parametri di acquisizione e ricostruzione legati sia alla Photon Counting CT, che alle tecniche di RM polmonare free breathing: configurazione dei detettori, kernel specifici ad alta risoluzione (come il Bl64), spessori submillimetrici e corretto posizionamento degli slab funzionali sono fattori fondamentali per sfruttare appieno il potenziale tecnologico di queste apparecchiature, garantendo la produzione di un dato diagnostico morfologico e funzionale di altissima qualità, riducendo l’esposizione alle radiazioni e ottimizzando il percorso diagnostico del paziente.

Fonte: MUECKE, R. ET AL., Diagnostic Significance of Phase-Resolved Functional Lung Low-field Magnetic Resonance Imaging in Comparison to Photon-Counting CT and Pulmonary Function Tests in Connective Tissue Disease-associated Interstitial Lung Diseases. Journal of Thoracic Imaging (2026). DOI: 10.1097/RTI.0000000000000872

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Ultimi Articoli