La risposta è: Sì!
Lo studio di Van der Bie e colleghi, pubblicato su European Journal of Radiology, analizza l’impatto della Photon Counting CT in ambito cardiovascolare, evidenziando un salto qualitativo straordinario rispetto alla TC convenzionale.
Nei sistemi tradizionali ad integrazione d’energia, il processo indiretto (conversione da fotoni X a luce e da luce a segnale elettrico) genera rumore elettronico e diffusione ottica, che limitano la definizione dell’immagine finale. La Photon Counting CT, invece, misura e quantifica l’energia di ogni singolo fotone incidente, azzerando il rumore di fondo, riducendo la presenza di artefatti (blooming, beam hardening) e permettendo una risoluzione spaziale nativa, che raggiunge i 0,125 mm all’isocentro.

In ambito cardiovascolare, la riduzione del blooming artifact consente di valutare con estrema precisione il lume vascolare pervio all’interno di stent metallici o in presenza di estese calcificazioni parietali, evitando sovrastime di stenosi ed esami invasivi non necessari.
La disponibilità nativa di dati spettrali permette, inoltre, di generare immagini monoenergetiche virtuali a bassi livelli di keV, che esaltano il segnale dello iodio e consentono di ridurre fino al 50% il volume di mezzo di contrasto somministrato.
Contestualmente, la soppressione del rumore elettronico garantisce un risparmio di dose di radiazioni fino al 44%, estendendo i benefici in termini di radioprotezione anche ai protocolli pediatrici.
Eliminando il rumore elettronico e spingendo la risoluzione spaziale a livelli inesplorati, la PCCT permette di superare i limiti storici legati al blooming artifact sulle placche calcifiche e sugli stent coronarici, abbattendo, allo stesso tempo, sia la dose di radiazioni erogata sia il volume di mezzo di contrasto iodato necessario per il completamento dell’esame.
In quest’ottica, il TSRM agisce da garante dell’equilibrio tra radioprotezione e ottimizzazione dei parametri di acquisizione e ricostruzione delle immagini, valorizzando sempre di più la centralità della Persona.
La tecnologia più innovativa assume vero significato solo se orientata alla sicurezza e alla tutela del paziente, attraverso l’integrazione tra innovazione tecnologica e aspetto umano, ed è proprio qui che risiede la vera professionalità di un TSRM.
Fonte: van der Bie, J. et al. Photon-counting detector CT in cardiovascular imaging: Current status and future perspectives. European Journal of Radiology, 2025.

