Ultra Fast Scan Mode in CT: abbattere gli artefatti da movimento nei pazienti politraumatizzati

Quando un paziente critico arriva in Pronto Soccorso, privo di sensi o impossibilitato a seguire i comandi respiratori, la diagnostica per immagini diventa una corsa contro il tempo.

Come TSRM, ci confrontiamo quotidianamente con la gestione di pazienti non collaboranti o in stato di incoscienza in ambito di emergenza – urgenza, nei quali la rapidità e la precisione dell’esecuzione dell’esame fanno la differenza sul piano diagnostico e assistenziale.

Lo studio condotto da Tomko Takayanagi e colleghi su American Journal of Roentgenology dimostra l’efficacia della modalità Ultrafast Scan rispetto alle tecniche convenzionali, evidenziando una significativa riduzione degli artefatti da movimento in distretti anatomici critici, in particolare a livello della radice aortica, del parenchima polmonare e del diaframma. A tale scopo, sono stati implementati due scanner TC: uno scanner convenzionale e uno scanner di nuova generazione.

Entrando nel merito delle caratteristiche delle suddette apparecchiature TC, Lo scanner convenzionale operava con una collimazione del fascio di 40 mm, una collimazione del detettore di 0,625 mm, un tempo di rotazione del gantry di 0,4 sec e un pitch di 1,38, sfruttando inoltre il 40% di ricostruzione iterativa ASiR (o Adaptive Statistical Iterative Reconstruction, un algoritmo avanzato di ricostruzione iterativa, che permette di elaborare le immagini TC, riducendo rumore e artefatti. Nello specifico, il 40% di ASiR indica il livello di blending, ovvero la potenza con la quale l’algoritmo viene applicato).

Al contrario, il sistema di nuova generazione utilizza una collimazione del fascio a 80 mm, la stessa collimazione del detettore (0,625 millimetri), un tempo di rotazione a 0,28 sec e un pitch a 1,53, con il 40% di ASiR.

Entrambi i protocolli di scansione implementavano un FOV di 50×50 cm e una tensione del tubo a 120 kV, con modulazione automatica dei mAs.

La riduzione degli artefatti nella modalità UltraFast Scan viene ottenuta tramite l’integrazione di tre specifici parametri che lavorano in sinergia.

Il primo parametro riguarda la maggiore ampiezza della collimazione del fascio, raddoppiata da 40 mm a 80 mm per singola rotazione, che permette di coprire distretti anatomici molto più estesi in un solo passaggio.

Il secondo fattore determinante è il minore tempo di rotazione, ridotto da 0,40 a 0,28 secondi per giro completo, il quale velocizza significativamente il tempo di acquisizione complessivo.

Il terzo elemento, infine, è rappresentato da un valore di pitch elevato, aumentato da 1,38 a 1,53. (Il pitch è definito come il rapporto tra l’avanzamento del lettino per singola rotazione e la collimazione totale del fascio).

In contesti di elevata complessità clinica, per il TSRM diventa fondamentale padroneggiare e ottimizzare il workflow in sala diagnostica e in workstation, allo scopo di ridurre la necessità di ri – esposizione a radiazioni ionizzanti e garantire, implementando elevati standard di sicurezza, un celere supporto alla diagnosi, che nel paziente politraumatizzato deve essere particolarmente tempestiva e accurata.

Fonte: TAKAYANAGI, T. ET AL., Comparison of Motion Artifacts on CT Images Obtained in the Ultrafast Scan Mode and Conventional Scan Mode for Unconscious Patients in the Emergency Department. AJR, Vol. 213, Issue 4.

Link: https://doi.org/10.2214/AJR.19.21456

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