L’effetto blooming è il fenomeno per il quale strutture ad altissima densità, come le calcificazioni coronariche, appaiono più grandi e sfocate di quanto non siano in realtà, nascondendo o distorcendo la misurazione effettiva delle placche ad alto contenuto lipidico.
Lo studio condotto da Bálint Szilveszter e colleghi su European Heart Journal – Imaging Methods and Practice, valuta, su fantoccio, la capacità della Photon Counting CT nell’individuazione delle placche a bassa attenuazione, dimostrando che l’impiego della modalità Ultra HighRes, abbinata a kernel di ricostruzione medio – alti e livelli di Quantum Iterative Reconstruction Agorithm elevati, le prestazioni sono nettamente superiori rispetto ai tradizionali detettori ad integrazione di energia.
La struttura del modello sperimentalsi fonda sull’utilizzo di un fantoccio personalizzato, contenente inserti di placca mista di diverse dimensioni, con strisce centrali lipidiche e circondate da un lume iodato e archi calcifici.

Tale fantoccio è stato poi sottoposto a cardio TC, con modalità convenzionale e con modalità photon counting.
I parametri di scansione e ricostruzione presi come riferimento comprendono tensioni del tubo a 120 kVp, diversi spessori di strato, l’impiego di kernel sia soft che sharp, e, infine, diversi livelli di ricostruzione iterativa quantica.

I parametri di scansione e ricostruzione analizzati comprendono tensioni del tubo a 120 kVp, collimazioni differenti, l’impiego di kernel quantitativi sia morbidi che particolarmente netti come il Qr72, diversi livelli di ricostruzione iterativa quantitativa e l’uso di immagini virtuali monoenergetiche valutate nello specifico a 130 keV.

Mettendo a confronto le due tecnologie, è emerso che, nella rilevazione di placche coronariche a componente prevalentemente lipidica, la Photon Countig CT si dimostra nettamente superiore, grazie alla modalità Ultra HighRes, alla potenza del QIR (Quantum Iterative Reconstruction) e alla possibilità di implementare l’imaging spettrale.

In un contesto in continua evoluzione verso la diagnostica cardiovascolare di altissima precisione, per il TSRM diventa fondamentale comprendere a fondo i parametri di acquisizione e ricostruzione legati alla Photon Counting CT: kernel, matrici, livelli di iterazione quantica sono fattori fondamentali per sfruttare appieno il potenziale tecnologico della PCCT, garantendo un supporto alla diagnosi orientato all’eccellenza.
Fonte: SZILVESZTER, B. ET AL., Mixed coronary plaque phantom analysis by photon-counting CT: impact of calcium and iodine on low-attenuation plaque detection. European Heart Journal – Imaging Methods and Practice (2026). Link: https://doi.org/10.1093/ehjimp/qyag119

