La Tomografia Computerizzata mediante somministrazione di mezzo di contrasto iodato rappresenta una delle metodiche di rilievo per l’identificazione e la caratterizzazione di patologie complesse.
Il Mezzo di Contrasto Iodato è un agente farmacologico ad alto numero atomico che, somministrato per via endovenosa, incrementa l’attenuazione del fascio di raggi X, consentendo una differenziazione anatomico-patologica ad altissima risoluzione. La sua tollerabilità dipende in gran parte dall’osmolarità, ovvero la concentrazione delle particelle disciolte nella soluzione rispetto al plasma ematico; il passaggio dai vecchi agenti iperosmolari ai moderni mezzi di contrasto a bassa osmolarità ha ridotto drasticamente l’incidenza delle complicanze correlate, ad appena lo 0,1%–0,2% dei casi.
Ciononostante, è fondamentale definire le reazioni avverse da mezzo di contrasto, le quali si dividono in fisiologiche (legate alle proprietà chimico-fisiche della molecola, come la sensazione di calore localizzata, nausea o risposte vasovagali) ed allergiche o idiosincrasiche (mediate dal rilascio di istamina o da meccanismi anafilattoidi, indipendenti dalla dose somministrata). Dal punto di vista clinico, tali reazioni vengono classificate in lievi (orticaria localizzata, lieve nausea), moderate (broncospasmo, eritema diffuso, alterazioni pressorie) e severe (edema polmonare, aritmie cardiache, shock anafilattoide, collasso cardiocircolatorio e perdita di coscienza).
Poiché il TSRM rappresenta la figura professionale a contatto diretto con il paziente durante l’esecuzione dell’esame, la conoscenza approfondita dei fattori di rischio e il riconoscimento precoce delle reazioni avverse, costituiscono un fondamento imprescindibile per la sicurezza del paziente.
Per valutare il livello di preparazione pratica e teorica degli operatori, lo studio condotto da Abuanzeh e Al-Qaaneh ha adottato una metodica di ricerca trasversale descrittiva, condotta su un campione di 314 professionisti in Giordania, avvalendosi di un sistema di indagine standardizzato e validato mediante un questionario strutturato, allo scopo di valutare la conoscenza di base dei mezzi di contrasto, la capacità di riconoscere le reazioni avverse precoci e la gestione dell’emergenza.

I risultati di questo studio rivelano un livello di conoscenza complessivo moderatamente elevato, con un punteggio mediano totale del 76,3% tra i partecipanti.
La conoscenza generale sui mezzi di contrasto ha registrato il punteggio più alto con una mediana del 100%, mentre la conoscenza dei fattori di rischio è risultata essere la categoria con le prestazioni inferiori, attestandosi su una mediana del 65%.

Le misure precauzionali e il riconoscimento delle reazioni severe hanno riportato entrambi una mediana dell’80%, seguiti dalla gestione delle emergenze con il 75%. Dal confronto tra i ruoli professionali è emerso che i radiographers (medici radiologi o professionisti con formazione specialistica avanzata nel contesto dello studio) hanno conseguito punteggi totali significativamente superiori rispetto ai technicians (78,9% contro 71,0%, p = 0,002), evidenziando la presenza di lacune in merito all’identificazione preventiva di condizioni critiche come l’asma, la compromissione renale o precedenti reazioni avverse.

Nell’ottica di un approccio professionale orientato all’eccellenza, Il TSRM si configura come un professionista consapevole, in grado di condurre una pre valutazione tecnico – diagnostica, di riconoscere i primi segni di uno stravaso o di una reazione sistemica e di attivare istantaneamente la catena dell’emergenza, in sinergia con il team multidisciplinare.
La conoscenza approfondita della composizione e della farmacodinamica dei mezzi di contrasto, assieme all’ottimizzazione del timing e dei parametri di acquisizione, consente di ottenere immagini ad altissima accuratezza diagnostica, tutelando la sicurezza del paziente.
Fonte: Abuanzeh HE, Al-Qaaneh AM. Preparedness of CT technicians and radiographers for severe contrast media reactions: knowledge gaps and training needs. Front Radiol. 2026;6:1940155. doi:10.3389/fradi.2026.1940155.
