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TC con MdC in ambito oncologico

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(@cristiancolmo)
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Joined: 5 years ago
Posts: 21
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Negli esami TC con MdC multifasici, ad esempio nell'addome-pelvi, le varie fasi acquisite devono avere parametri di esposizione simili? Ad esempio, devono avere uguale Indice di dose/SD/mA reference/DRI in tutte le fasi?

Possono variare a seconda della localizzazione primaria oncologica e in quale fase il medico radiologo può ricercare le eventuali lesioni associate a tale patologia?

 

Grazie a chiunque porterà la propria esperienza e conoscenza

 

Cristian



   
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(@alessandrotombolesi)
Member Admin Registered
Joined: 5 years ago
Posts: 85
 

Ti posso parlare della mia esperienza, dove nell'impostare protocolli differenziati per fase, si è cercato di privilegiare bassi indici di rumore nell'unica fase dove ha più senso, quella parenchimografica.

Nella basale indice più alto,

nella angiografica non se ne parla neanche,

in quella tardiva si può tranquillamente sopportare una più alta rumorosità.

 

 



   
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(@cristiancolmo)
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Joined: 5 years ago
Posts: 21
Topic starter  

quindi indice rumore bassi (=livello dose maggiore potenziale) sia per fase arteriosa che venosa/portale in egual misura?

Personalmente ho trovato protocolli in cui la fase arteriosa aveva un indice rumore minore sicuramente della basale, ma leggermente superiore rispetto alla fase venosa (quindi accettando un livello potenziale di rumore maggiore nell'immagine) sfruttando elevato CNR eventuale tra lesioni e il tessuto sano.

@alessandrotombolesi grazie per aver condiviso la tua esperienza!

 



   
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(@cristsrx)
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Joined: 5 years ago
Posts: 12
 

Per quanto mi riguarda direi alto indice di rumore in fase arteriosa (sfruttando la presenza del MdC e, nel caso del fegato, la poca vascolarizzazione parenchimale da parte del letto arterioso e la concomitante alta vascolarizzazione lesionale)…basso indice di rumore in fase venosa/portale per compensare la diminuzione di differenza di contrasto tra parenchimi e lesioni e, dulcis in fundo, un bel punto di domanda sulla fase tardiva. É una fase che, in alcuni casi specifici, può fare la differenza e, di conseguenza, in quei casi richiede una qualità di immagine sovrapponibile alla fase venosa/portale. Basti pensare, sempre nel caso del fegato, agli HCC…in cui la diagnosi differenziale radiologica la si fa con la fase tardiva. Personalmente ho visto HCC giocare a nascondino e uscire allo scoperto solo in fase tardiva…con un bel “tana liberi tutti”. Su altri parenchimi il discorso può e deve essere sicuramente diverso. Per la “basale”, se disponibile, potrebbe essere una soluzione ricorrere alla VNC.

 

Cristian B.



   
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(@alessandrotombolesi)
Member Admin Registered
Joined: 5 years ago
Posts: 85
 

Mi piacerebbe anche capire di quale % in termini di differenza di rumorosità si parla quando si dice "fase più o fase meno rumorosa"

E di conseguenza capire di che differenza di dose si parla



   
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(@cristsrx)
Member
Joined: 5 years ago
Posts: 12
 

Dipende anche dal tipo di apparecchiatura utilizzata e di conseguenza da come si é portati a ragionare. Ragionare sul NI (Noise Index) o sui mAs eff (mAs effettivi) sono due modalità che portano a un risultato simile ma affrontandolo da parti diametralmente opposte. Nel caso del NI decidiamo quale quantità di rumore possiamo tollerare, nel caso dei mAs eff decidiamo quale quantità di radiazione vogliamo (e quindi che qualità di immagine). Va poi aggiunto il discorso relativo alla disponibilità o meno di ricostruzione iterative e di che generazione. Lavorare solo con FBP non agevola in termini di ottimizzazione.



   
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(@oscarbrx)
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Joined: 5 years ago
Posts: 7
 

Uno dei modi per ottimizzare un esame tc è riferirsi al quesito clinico: se so come si comporta un determinato tessuto, sano o patologico che sia, il mio compito è fare in modo da esaltare il suo contrasto con il resto dell’anatomia che gli sta intorno. In alcune fasi  può risultare accettabile un rapporto contrasto/rumore elevato, anche con alti valori di SD.

Concordo Con Alessandro quando dice che bisogna privilegiare la fase che ti dà le informazioni necessarie.

Poi, comunque, questi discorsi sono generici; per poter esprimere valori numerici bisogna riferirsi a quella specifica apparecchiatura che si usa.

 



   
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(@Anonymous 84)
Joined: 4 years ago
Posts: 4
 

Durante l’acquisizione di esami multifasici nello studio della addome siamo soliti utilizzare protocolli classificati in base al BMI, il  livello di rumore è sempre lo stesso mentre cambia la tensione del tubo. Per un determinato BMI, i valori sono fissi per tutte le fasi, ma laddove il BMI è al limite superiore o inferiore di un determinato range tendiamo a modificare la fase arteriosa riducendo ulteriormente il kv ( BMI poco superiore a 25 o a 30) o ad aumentarlo nelle fasi basale, portale e tardiva ( BMI poco inferiore 30 o 25).  Mentre non facciamo nessuna modifica in base al quesito clinico, salvo quelle legate alle tempistiche contrastografiche. 
PS: questo modus operandi si riferisce ad apparecchiatura con Deep learning reconstruction. 


This post was modified 4 years ago by Anonymous

   
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(@cristiancolmo)
Member
Joined: 5 years ago
Posts: 21
Topic starter  

@luca-barbato grazie Luca, preziosa se pur rara (DL) esperienza!

Range mA uguale per tutte le classi BMI?oppure oltre a cambiare kV allargate o stringete pure il range mA in base a BMI?



   
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(@Anonymous 84)
Joined: 4 years ago
Posts: 4
 

Stesso range, con la modulazione che, nella maggior parte dei casi, rimane all’interno del minimo e massimo predefinito per un determinato NOise Index.



   
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(@Anonymous 84)
Joined: 4 years ago
Posts: 4
 

@oscarbrx molto interessante come approccio alla personalizzazione dell’esame.



   
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