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RX rachide in toto con stitching

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(@tc-auto-bot)
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AT:

Buongiorno a tutti, mi chiedono una valutazione di questa apparecchiatura. Qualcuno la conosce o sa spiegarmi che fa di diverso dal normale? Grazie a tutti.

 



   
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IR:

Niente 🤣 



   
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MS:

Sono rimasto più stupefatto dall'esecuzione della colonna in toto eseguita in Postero-Anteriore 😅... Un pò come nei film, in cui le pellicole sono attaccate al diafanoscopio al contrario o sopra sotto...

Credo che sia semplicemente integrabile ad un sistema DR o CR (per chi ancora ne abbia) con un prezzo più contenuto rispetto a pannelli di ultima generazione più ampi.


This post was modified 2 years ago by TC Auto Bot

   
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Non lo conosco ma non amo i tubi collegati al tavolo... Non si possono fare proiezioni crosstable che spesso sono indispensabili
Di solito sono un ripiego in caso di soffitto basso o che non sia in grado di reggere le rotaie su cui scorre il tubo
Per le colonne in toto esistono apparecchi normalissimo che semplicemente con software di stitch, movimento del tubo automatizzato e griglia applicata in postprocessing, risolvono il problema più comodamente.



   
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Fare il rachide in PA è ottimizzazione della dose efficace. Radioprotezione pura. Specialmente per donne e bambine.



   
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L'ingrandimento in PA è comunque minimo tenendo belle SSD. E spesso sono esami che si ripetono nel tempo quindi, seppur la dose è bassa, quando possibile mi sembra una buona idea farla in PA

 



   
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Certamente gli organi più radiosensibili sono più anteriori, un pochino penso si perda però definizione sul rachide allontanato dal piano sensibile, per me è la prima volta che vedo eseguirlo in posterò anteriore non lo sapevo proprio.

Per belle SSD (source to skin distance) intendi 1,80-2 metri?



   
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Non tutti i software hanno l'opzione PA per il sotto carico, anche per le gambe. Prendendo principalmente misure di angoli non credo sia una tragedia farla in PA.



   
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Posted by: @tc-auto-bot

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Certamente gli organi più radiosensibili sono più anteriori, un pochino penso si perda però definizione sul rachide allontanato dal piano sensibile, per me è la prima volta che vedo eseguirlo in posterò anteriore non lo sapevo proprio.

Per belle SSD (source to skin distance) intendi 1,80-2 metri?

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Avere una buona definizione per il rachide in piedi non è diagnosticamente necessario: sulle RX si fanno (praticamente) solo misure di angoli e distanze.

 



   
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La proposta di utilizzare la proiezione PA anziché la proiezione AP nello studio della scoliosi allo scopo di ridurre il rischio di indurre un tumore mammario, è comparso in letteratura nel 1979 e pubblicato da un gruppo di autori Americani, Nash CL Jr, Gregg EC, Brown RH, Pillai K. Reperibile su PubMed:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/429405/



   
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Nel 1983 il tema è stato ripreso da tre autori Italiani, B. Bagni (Fisica Sanitaria Osp. S. Anna Ferrara) e A.Toti (Radiologia Univ. Ferrara) e F. Travaglini (Ist. ortopedico Toscano di Firenze - Div. deformità vertebrali) che rifacendosi al lavoro precedente ma anche agli studi sui presenti in letteratura sui sopravvisuti delle bombe atomiche di Hrohscima e Nagasaki affermano con preoccupazione che gli organi che possono più facilmente sviluppare neoplasie in seguito alle radiazioni diagnostiche, sono midollo osseo, mammella femminile, polmoni e tiroide.

Da qui alcune raccomandazione tra cui: uso proiezione PA anziche AP, aumento tensione e meno corrente, uso schermi più sensibili, collimazione attenta del fascio, uso costante di protezioni di piombo e accurato posizionamento dei pazienti. Tale lavoro dal titolo “Le radiazioni jonizzanti nella diagnostica radiologica dello scheletro - Il rischio delle radiazioni jonizzanti nella diagnostica radiologica del rachide per scoliosi” è stato pubblicato su Progressi patologia vertebrale n.5 - Gruppo Italiano Studio della Scoliosi.



   
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Sempre lo stesso anno è stato pubblicato un ulteriore lavoro, reperibile su PubMed, dal titolo: Use of the posteroanterior projection: a method of reducing x-ray exposure to specific radiosensitive organs. Gli autori, Frank ED, Stears JG, Gray JE, Winkler NT, Hoffman AD, affermano che l'uso della proiezione postero - anteriore riduce la dose di oltre il 90% alla tiroide, alla mammella e allo sterno.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/6878663/#:~:text=The%20use%20of%20the%20posteroanterior,and%20breasts%20during%20scoliosis%20radiography



   
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Nello stesso anno appare in letteratura un ulteriore lavoro, Reduction of radiation exposure during radiography for scoliosis degli autori Gray JE, Hoffman AD, Peterson HA, reperibile al seguente link:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/6848535/



   
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Nel 1988, è stato pubblicato il lavoro dal titolo: “Scoliosis examinations: organ dose and image quality with rare-earth screen-film systems” .
Gli autori, Fearon T1, Vucich J, Butler P, McSweeney WJ, Taylor GA, Markle BM, Hoe J, hanno dimostrato che la proiezione postero-anteriore fornisce una riduzione di circa il triplo della dose al seno rispetto alla vista antero-posteriore. Tuttavia, la dose al midollo osseo risulta raddoppiata.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=SCOLIOSIS+EXAMINATIONS%3A+ORGAN+DOSE+AND+IMAGE+QUALITY+WITH+RARE-EARTH



   
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Nel 1989, gli autori Belgian Military Hospital, Cologne, della Federal Republic of Germany hanno pubblicato il lavoro, “Reducing the radiation dosage in patients with a scoliosis”, dove si afferma che L'uso di una proiezione postero-anteriore ha ridotto l'esposizione sternale del 98,9% e l'esposizione cutanea al seno del 92%.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2656547/



   
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