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GESTIONE PAZIENTI IN ETA’ FERTILE O GRAVIDE CON INDICAZIONE A ESEGUIRE ESAMI DIAGNOSTICI, INTERVENTISTICI O DI MEDICINA NUCLEARE CON RADIAZIONI IONIZZANTI E RM

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(@alessandrotombolesi)
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Gravidanza riferita successivamente all’esecuzione dell’esame

Nel caso in cui lo stato di gravidanza, già sussistente al momento dell’esame, venga riferito in un secondo momento, il medico specialista fornisce alla paziente tutte le informazioni sui rischi al nascituro previa valutazione della dose assorbita al nascituro da parte dello specialista in Fisica Medica.



   
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(@alessandrotombolesi)
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Responsabilità

Matrice delle responsabilità

                                            Attori

Azioni

Medico prescrivente

Medico radiologo/nucleare

TSRM

Fisico Specialista

Gestione della paziente in caso di procedure con radiazioni ionizzanti

 

R

C

C

Accertamento della situazione di gravidanza

R

R

 

 

Posizione del campo di indagine

 

R

C

 

Pianificazione esame

 

R

C

 

Procedure con dosi > 1 mSv

 

R

C

 

Effettuazione esame

 

 

R

 

Allerta Fisica Sanitaria

 

R

 

 

Valutazione dose embrione/feto

 

 

 

R

Comunicazione al medico del risultato della valutazione dosimetrica

 

 

 

R

Gestione paziente in caso di procedure di Medicina Nucleare

 

R

C

C

Gestione paziente in caso di procedure con RM

 

R

C

 

R = Responsabile            C = Collabora



   
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(@alessandrotombolesi)
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Bibliografia, Fonti e Riferimenti

  1. Lgs. 101/2020 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. GU Serie Generale n.201 del 12-08-2020 - Suppl. Ordinario n. 29
  2. Decreto Ministeriale 14/01/2021. Determinazione degli standard di sicurezza e impiego per le apparecchiature a risonanza magnetica e individuazione di altre tipologie di apparecchiature a risonanza magnetica settoriali non soggette ad autorizzazione. GU Serie Generale n. 65 del 16-03-2021
  3. ICRP, 2007. The 2007 Recommendations of the International Commission on Radiological Protection. ICRP Publication 103. Ann. ICRP 37
  4. AIFM, SIRM, FASTeR Posizione di AIFM, SIRM E FASTeR sull’uso dei dispositivi di protezione individuale anti-x per i pazienti sottoposti a esami radiologici, 2020 https://fisicamedica.it/wp-content/uploads/Documenti/AIFM/Documenti%20Intersocietari/Protezione-pazienti.pdf (ultimo accesso 05/02/2024)
  5. Vock. Clinical perspective on diagnostic X-ray examinations of pregnant patients – What to take into account. Physica Medica 2017, 43: 165–171
  6. International Commission on Radiological Protection. ICRP Publication 128. Ann. ICRP 44(2S), 2015. Radiation Dose to Patients from Radiopharmaceuticals: A Compendium of Current Information Related to Frequently Used Substances
  7. Michael G. Stabin. Radiation dose and risk to fetus from nuclear medicine procedures. Physica Medica 43 (2017) 190-198
  8. IAEA Safety Standards SSG-46, 2018. Radiation Protection and Safety in Medical Uses of Ionizing Radiation
  9. Ray J, Vermeulen M, Bharatha A, et al. Association between MRI exposure during pregnancy and fetal and childhood outcomes. JAMA 2016, 316: 952-61
  10. Dean PB. Fetal uptake of an intravascular radiologic contrast medium. 1977;127(3):267-270.
  11. Moon AJ, Katzberg RW, Sherman MP. Transplacental passage of iohexol. J Pediatr. 2000;136(4):548-549.
  12. ESUR 10.0 - Linee Guida sui Mezzi di Contrasto della European Society of Urogenital Radiology, 2018
  13. Bettman MA. Frequently asked questions: Iodinated contrast agents. Radiographics 2004; 24: S3-S10
  14. Webb JAW, Thomsen HS, Morcos et al. The use of iodinated and gadolinium contrast media during pregnancy and lactation. Eur Radiol 2005; 15: 1234-1240
  15. Trembley E, Therasse E, Thomassin N et al. Quality Initiatives Guidelines for use of medical imaging during pregnancy and lactation. Radiographics 2012; 32: 897-911.
  16. Wang PI, Chong ST, Kielar AZ. Imaging of pregnant and lactating patients: Part 1. Evidence-based review and recommendations. AJR 2012; 198:778-784.
  17. Rofsky NM, Weinreb JC, Litt AW. Quantitative analysis of gadopentate diglumine excreted in breast milk. JMRI 1993; 3:131-132.


   
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(@alessandrotombolesi)
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Aspetti etici

L’utilizzo di percorsi assistenziali condivisi e validati permette ai professionisti di garantire al paziente equità di trattamento, contenimento del rischio clinico ed informazioni complete ed accessibili, anche in base a quanto previsto dalla normativa vigente in tema di sicurezza relativa alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti (D. Lgs. 101/2020).



   
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(@alessandrotombolesi)
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RADIOLOGIA PROIETTIVA E ESAMI CONTRASTOGRAFICI
 
ESAMI RX CHE COMPORTANO UNA DOSE ALL’EMBRIONE O FETO
INFERIORE A 1 mSv
 

Tutti gli esami radiologici proiettivi in cui l’addome non sia compreso nel campo di indagine, e alcune procedure della regione addominale e pelvica.

In tabella 1 si riporta un elenco esemplificativo, non esaustivo. 

Tabella 1

Esame

dose al feto (mSv)

RX endorali

<0.001

RX encefalo/cranio

<0.001

RX collo/spalle

<0.001

RX colonna cervicale (AP, Lat)

<0.001

RX torace primo e secondo trimestre (PA, Lat) (*)

0.002

RX torace terzo trimestre (PA, Lat) (*)

0.01 – 0.1

RX colonna dorsale (AP, Lat)

0.003

RX arti superiori/inferiori

<0.001

RX mani/piedi

<0.001

Mammografia

<0.01

Densitometria ossea (vertebra/anca)

0.003

Fluoroscopia per frattura dell’anca o del bacino

0.1-0.2

                       

(*) nel terzo trimestre di gravidanza la parte superiore dell’addome potrebbe essere compresa nel campo d’indagine, e quindi il feto esposto alla radiazione diretta. Anche in questo caso l’esame non dovrebbe comportare il superamento di 1 mSv; bisogna comunque effettuare un’attenta collimazione e procedere con l’esame, considerata anche la minore radiosensibilità del feto nell’ultimo trimestre rispetto alla fase dell’organogenesi.

 



   
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(@alessandrotombolesi)
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ESAMI RX CHE POTREBBERO COMPORTARE UNA DOSE ALL’EMBRIONE O FETO
SUPERIORE A 1 mSv
 

Gli esami radiologici proiettivi in cui l’addome è compreso nel campo di indagine danno origine a una dose al feto che potrebbe essere superiore a 1 mSv.

In tabella 2 si riporta un elenco esemplificativo, non esaustivo.

Tabella 2

Esame

dose al feto (mSv)

RX addome/pelvi

1-3

RX bacino

1-3

RX anca e femore

0.7 – 10

RX colonna lombare AP, Lat / lombosacrale

1-10

Studio del digerente (Barium meal)

1.5 

Clisma del tenue

7

Clisma opaco

10

Cistografia

0.2-10

Urografia

6-48



   
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(@alessandrotombolesi)
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ESAMI TC
 
ESAMI TC CHE COMPORTANO UNA DOSE ALL’EMBRIONE O FETO
INFERIORE A 1 mSv

 

Tutti gli esami TC in cui l’addome non sia compreso nel campo di indagine, anche multifasici. A seguire un elenco esemplificativo, non esaustivo.

Tabella 3

Esame

dose al feto (mSv)

TC encefalo

< 0.1

TC rocche

< 0.1

TC massiccio facciale/seni paranasali

< 0.1

TC collo

< 0.1

TC carotidi + Willis

< 0.1

TC colonna cervicale

< 0.1

TC dorsale

< 0.1

TC spalla/arti superiori

< 0.1

TC torace (settimana 4 – settimana 30)

0.1 – 0.8

HRTC

< 0.1

TC arti inferiori

< 0.1

TC per trombo embolia polmonare (TEP) 

0.1

Cardio TC (tutte)

0.1

Angio TC degli arti

< 0.1

TC encefalica perfusionale (neuroradiologica)

< 0.1



   
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(@alessandrotombolesi)
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ESAMI TC CHE COMPORTANO UNA DOSE ALL’EMBRIONE O FETO
SUPERIORE A 1 mSv

 

Tutti gli esami TC in cui l’addome è compreso nel campo di indagine. La dose dipende ovviamente dal numero di fasi acquisite.

Tabella 4

Esame

dose al feto (mSv)

TC torace (settimana 38)

1-1.5

TC colonna lombare/lombosacrale

3-30

TC addome 1-4 fasi

4-40

TC torace e addome 1-4 fasi

5-50

TC torace addome pelvi 1-4 fasi

7 – 32

TC pancreas/fegato multifase

10 – 100

TC bacino

10-40

TC angio aorta addominale

5-20

TC politrauma

10

TC neuronavigatore

20

           



   
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(@alessandrotombolesi)
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ATTENZIONE
Si ricorda che l’utilizzo di protezioni anti-X per il paziente durante l’esecuzione degli esami con radiazioni ionizzanti è ritenuto inutile, quando non dannoso.
 
Si ricorda quanto riportato dalla pubblicazione n. dell’ ICRP 103 (2007)  “le dosi prenatali derivanti dalla maggior parte delle procedure diagnostiche eseguite correttamente non presentano un aumento misurabile del rischio di morte prenatale o postnatale, di danni allo sviluppo, comprese le malformazioni, o di compromissione dello sviluppo mentale rispetto all'incidenza naturale; il rischio di cancro nel corso della vita in seguito all'esposizione in utero è considerato simile a quello che segue l'irradiazione nella prima infanzia.” 
Nel caso di esecuzioni di esami o procedure comportati il superamento di 1 mSv di dose a embrione o feto si contatti la SC di Fisica Sanitaria che provvederà a effettuare le opportune valutazioni di dose.


   
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