AS:
Io penso infatti che si stiano mescolando due piani che non è detto che siano sovrapponibili come è auspicabile nelle migliori delle ipotesi. Essere professionalmente preparati sulla TC del politrauma non significa che di conseguenza si è sul pezzo sulla gestione del trauma nel percorso diagnostico. Inoltre c’è una componente infermieristica nella gestione del trauma (pensiamo agli accessi vascolari, alla gestione del respiratore automatico in caso di pazienti intubati, del carrello di emergenza, assistenza all’anestesista eccetera eccetera) sulla quale non abbiamo professionalmente il polso della situazione. Rimanendo sull’ambito della TC penso sia utile più che altro la collaborazione a partire dal radiologo per capire come standardizzare al meglio i protocolli, come combinare la parte neuroradiologica con quella body, come comportarsi con i pediatrici a seconda delle fasce di età, come gestire i parametri di scansione in funzione della presenza dei dispositivi di immobilizzazione e di monitoraggio.
CB:
e infatti si parla di gruppi multidisciplinari.
RM:
Noi siamo un trauma center e avevamo iniziato a fare delle riunioni volute dai rianimatori con alcuni rapprensentanti delle varie figure professionali.
DA:
Esatto e tutto questo viene prima portato all’interno di un gruppo di miglioramento, che si riunisce periodicamente, e poi affrontato nel proprio ambito, così che gli interventi migliorativi siano il frutto di una visione multidisciplinare del problema.
La soluzione ad un problema è sempre frutto di una visione comune.
AS:
Aulla carta sono i medici radiologi i responsabili della diagnostica, sono loro i dirigenti. Il buon senso vorrebbe che ci fosse il coinvolgimento degli attori direttamente coinvolti. Il buon senso non va d’accordo con la superbia e con le logiche verticiste dirigenziali rigide.
DA:
Nel gruppo di miglioramento c’è anche il radiologo… ognuno porta il proprio contributo in funzione delle proprie competenze.
Gli aspetti puramente specialistici, protocolli di scansione/ protocolli di infusione di MDC, vengono ovviamente concordati dai professionisti dell’ambito specifico e, per quanto possibile, condivisi con tutto il Team. La grande difficoltà del Trauma in Tc non risiede solo nei protocolli, ad esempio il tempo di permanenza del pz in sala e’ influenzato dalla gestione del pz stesso. Quindi, il gruppo di miglioramento è stato per noi fonte di miglioramento dei tempi di permanenza del pz in TC e ci siamo arrivati grazie alla collaborazione di tutte le figure.
AT:
Ogni mattina alle 8.00 il briefing in DEA con tutti i componenti del trauma team, radiologo e TSRM compresi.
MN:
Voi usate la tecnica dello split bolus nel trauma maggiore?
DA:
Si, ma solo su pazienti giovani con indicazione alla TC per dinamica, che non presentano per esempio anatomia di lesione o altri criteri specifici.
MN:
Nelle vostre realtà, l'equipe di neurochirurgia è reperibile o è sempre "attiva sul posto"?
MV:
Noi siamo un DEA di II livello e devono essere tutti sul posto.
RM:
Noi siamo un dea di 2 livello e abbiamo tutti in guardia attiva.
Abbiamo avviato delle riunioni per il trauma center a cui ho partecipato anch’io come referente tecnica . Perché comunque è giusto che tutte le figure professionali siano al corrente e partecipino.
DA:
Da noi le equipe sono sempre sul posto, tranne quella della maxillo-facciale.
RM:
Da noi l'unico reperibile è il neuroradiologo.
SV:
Da noi neuroradiologo e TSRM regolarmente di turno h24 insieme al medico body.